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Dal 28.3.2026 al 3.4.2026. “Luci ed Ombre” A New Art Exhibition in the Art Studio Il Doppio Creativo. 28 Marzo 2026. Ore 18.00. Via dei Banchi Vecchi 10.

Il Doppio Creativo Art Studio Roma presenta:
 
ART EXHIBITION 
“Luci ed ombre”
Mostra Pittorica e Fotografica
 
REGOLAMENTO
 
• Lo Studio d’Arte Il Doppio Creativo organizza, anche quest’anno, presso la propria sede in via dei Banchi Vecchi 10 a Roma, una mostra Pittorica e Fotografica a tema, dal 28 Marzo al 3 Aprile 2026, alla quale possono partecipare Pittori e Fotografi con opere di dimensioni massime, per le opere pittoriche di cm. 100×100 e per la sessione fotografica cm.50×70.
• La quota di partecipazione ammonta ad euro 100,00.= per ogni singola opera presentata e scelta dalla Commissione per poi essere esposta durante la Mostra.
• Tutte le opere dovranno essere consegnate, presso lo Studio di Via dei Banchi Vecchi, 10 entro e non oltre le ore 18.00 del giorno 8 Marzo 2026.
• Il programma prevede un Vernissage il giorno sabato 28 marzo 2026 h. 18.00-21.00, con critici d’Arte e Primo premio. 
• Le opere dei partecipanti resteranno esposte in Galleria fino al 3 aprile 2026.
Le 2 migliori opere scelte dalla Commissione esaminatrice, resteranno esposte nella vetrina espositiva, su strada, per due settimane dal giorno 4 aprile 2026.
 
Per chi volesse visitare la mostra questi sono gli orari di accesso gratuito.
 

Art Exhibition Painting and Photography

“Lights and Shadows”

from March 28, 2026 to April 3, 2026.

Free admission during the following hours:

Vernissage: Saturday, March 28: 6:00/9:00 PM

Sunday, March 29: 11:00 AM – 3:00 PM
Monday, March 30: 11:00 AM – 2:00 PM
Tuesday, March 31: 2:00 PM – 4:00 PM
Wednesday, March 1: 2:00 PM – 4:00 PM
Thursday, March 2: 11:00 AM – 3:00 PM
Friday, March 3: 11:00 AM – 2:00 PM

The paintings and works exhibited during the exhibition can be purchased directly at the Art Studio.

 
Tutte le immagini sono coperte da Copyright. Vietata ogni riproduzione. TM 2026.
 

Una serata particolare..

Un ringraziamento ai tanti partecipanti al Vernissage che hanno potuto apprezzare dal vero le meravigliose opere realizzate dagli Allievi della Scuola di Pittura. Una variegata esposizione di dipinti che testimoniano e valorizzano il lavoro della maestra Cristina e le sempre più consolidate abilità pittoriche degli Espositori.

La Critica e Storica dell'Arte Dott.ssa Chiara Smeraldi

La Giuria che ha valutato le opere esposte ha decretato vincitrice l’Allieva Elisa Carlotta Salvati con l’opera “Luce Mia Ombra Tua”. Olio su Tela.  

La vincitrice del 1^ Premio per la Sezione Pittura.
1^ Premio "Luce Mia Ombra Tua"

Elisa Carlotta Salvati. “Luce mia, ombra tua” olio su tela cm. 120×80. Critica della Dott.ssa Chiara Smeraldi.

La tela è profondamente intrigante: il nostro sguardo si perde e vaga tra i vari piani e tra le sfumature dei colori per essere poi attirato dallo scroscio dell’acqua che, multiforme, emerge in primo piano. Gli animali in movimento ricordano quasi una dimensione ancestrale, primordiale e la prima immagine che si staglia nella mia mente è la pittura rupestre preistorica, della quale questa tela preserva il fascino. Gli animali, impetuosi, si mescolano tra loro, tra aree più definite e altre meno che invitano però il nostro occhio a vagare, a cercare sempre più in profondità tra i colori espressionisti. La pittrice è riuscita a immobilizzare un momento conservandone però la dinamicità e il fragore. La composizione è notevole: dalla resa dell’acqua in primo piano che, cangiante, assorbe i vari colori attorno a lei, alla mandria che occupa il quadro senza restringerne lo spazio, come in un horror vacui, ma anzi ampliando la stessa superficie pittorica. La pennellata è consapevole, ed è in grado di rendere le consistenze più varie: dal manto degli gnu, alle corna appuntite fino alle gocce quasi impercettibili di acqua.

La Maestra Cristina Sozio e la sua opera fuori concorso "Luci ed Ombre"
I nostri Musicisti Claudio e Giuseppe

Le Opere della Sezione Pittorica

1^ Premio Sezione Fotografica "Supremazia". Foto di Riservato Giulio.

Le critiche per contenuto espresso, impatto emotivo, coinvolgimento indotto, tecnica di esecuzione dall’opera redatte dalla Dott.ssa Chiara Smeraldi.

Giuseppe Orso “Risveglio dal sogno” olio su tela cm 50×70

Una donna galleggia in un mare blu profondo, in un’atmosfera quasi onirica, mentre i raggi del sole realizzati con morbidi pennellate animano la superficie del quadro e la rendono dinamica e interessante. Nonostante le tonalità siano prevalentemente fredde, le note calde spiccano e movimentano la superficie: il vestito rosso della donna e il profondo sole. Proprio questo sole è il punto più interessante del quadro, in cui le pennellate circolari formano una specie di vortice caloroso che abbraccia l’occhio e lo invita a seguire il movimento della pennellata. La composizione è semplice, una linea d’orizzonte divide cielo e mare, e tra le varie sfumature del blu si staglia la donna, che con gli occhi chiusi ci chiama forse ad entrare nel suo sogno personale e nei suoi pensieri.

Anna Cavallo “Camminare verso la luce” olio a struttura materica e collage su tela cm. 40×80

Camminare verso la luce è proprio quello che fanno i due protagonisti della tela: verso una luce calda, speranzosa, che raccoglie le speranze future e anzi ci invita a sperare sempre di più. Nonostante non siano visibili i volti, in questo abbraccio è rappresentata tutta la dolcezza di questo momento, in cui i due sembrano proprio incamminarsi verso la stessa luce. Nei tocchi di pittura è visibile la pennellata decisa e densa di colore, che dona alla superficie un movimento e uno spessore. Il bianco e nero si completano con un equilibrio che ricorda quasi lo yin e lo yang. La composizione è semplice, essenziale, le figure si stagliano protagoniste sullo sfondo luminoso e da questi soli elementi emerge una forte componente comunicativa ed emotiva.

Giovanna Lombardi olio su tela cm 80×100 “Maternità”

Mentre il bimbo o la bimba si aggrappa alla mamma e i suoi occhi ricercano il suo sguardo, lei si rivolge invece verso noi spettatori e con intensità ci chiama quasi a entrare nella dimensione dipinta, ma noi spettatori ci sentiamo quasi di troppo in questa dimensione familiare, intima. Sono proprio le luci e le ombre a plasmare questa tela, che ci mostra come una tavolozza ridotta sia a volte più esplosiva di un mondo variopinto. La composizione è molto interessante, e accanto al denso nucleo emotivo madre-figlio/a emerge la semplicità della natura morta, tra la frutta e una grattugia, che ci ricorda due dimensioni: le tele di Cezanne e la nostra quotidiana esperienza di vita.  Anche la tovaglia è animata da pennellate che la rendono leggera, ariosa. La pittrice ha dimostrato una buona abilità sia nell’utilizzo dei colori, con un efficace punto luce sull’orecchio della mamma, sia un altrettanto forte abilità comunicativa con cui ci ha consegnato questo intimo momento quotidiano.

Mimmo Camaioni “Blackout sulla città” tempera e collage su tela cm. 50×70

Mimmo Camaioni “Omaggio all’ultimo aereo futurista” (Tributo a M. Delle Site) collage su tela cm. 50×70

Alla prima personale del pittore Mino della Site il critico Enrico Prampolini definiva il colore “il suo mezzo naturale d’espressione” che il pittore usava per realizzare “la quarta dimensione, scoperta entusiasmante del futurismo”. Prendendo le mosse dal futurista, il pittore presenta un tributo: intravediamo un’elica e rotante che ci ricorda la pittura di aerei di Della Site che veniva riconosciuto come esponente dell’aeropittura futurista. Velocità, innovazione, movimento, tecnologia: i principi futuristi prendono corpo in questo omaggio. Eppure se il colore era quel mezzo di espressione prediletto, ecco che il pittore decide allora di presentare una versione in bianco e nero, dove chiaro e scuro, luce o ombra plasmano e definiscono la superficie. E dopo aver osservato la prima tela, “l’omaggio all’ultimo aereo futurista”, comprendiamo ancora meglio la seconda, il “Blackout sulla città”. Ora è il pittore a padroneggiare il linguaggio del futurista proponendolo una sua interpretazione in cui forma, colore e movimento si integrano in un tutt’uno. Di questa città percepiamo la dinamicità, la verticalità e anche il blackout: d’improvviso il la tavolozza di colori si riduce al bianco e al nero e la stessa città diventa così un mosaico di luce e ombra. Entrambe le tele dimostrano un’ottima padronanza della pittura, non solo da un punto di vista tecnico ma anche come metodo di comprensione e conoscenza, tramite cui il pittore è entrato in contatto con il futurismo e il suo esponente.

Loredana Consoli “Luce nell’ombra” olio su tela cm. 60×70

“Cerco la luce nelle ombre che incontro e lì mi accolgo per quello che sono nell’istante di uno sguardo in cui tutto è già espresso tra luci e ombre…” Tra le profonde ombre violacee e i punti luce dorati emerge protagonista lo sguardo della donna, animato e intensificato dalla punta di bianco. Il magnetismo di questo “sguardo in cui tutto è già espresso” ci incuriosisce, ci attira, mentre il volto della donna man mano si sfuma nell’ombra da cui emerge. La costruzione del volto è solida e addolcita dalle morbide ciocche dorate che riprendono la luce dello sfondo. In queste ombre emerge anche il candore della schiena, che le delicate pennellate rendono una superficie luminosa. La composizione è semplice e in questa semplicità c’è tutta l’intimità di questo sguardo comunicativo, che la pittrice è riuscita a rendere protagonista e centro di gravitazione della composizione.

Loredana Consoli “Racconti di strada” (Palermo, mercato de La Vucciria) olio su tela cm. 70×100

Da uno scatto fotografico nasce questa tela che racconta la realtà del mercato palermitano portandoci tra le persone lì presenti. La composizione è ricca di elementi: dalle grate tra cui passano cavi aggrovigliati, al gatto che con il suo candore spicca sullo sfondo bruno e pare osservare il gran movimento sotto di lui. Il grande telo bianco che si stende a metà della tela è animato da un gioco di ombre, tramite il quale la pittrice è riuscita a rendere la morbidezza del telo stesso. Sotto questa prima componente calma, si anima il mercato. La tela è così divisa in due metà: una parte superiore dove domina la solitudine del gatto e una inferiore, vibrante. Riusciamo a scorgere il bancone della macelleria che richiama la crudezza e la cromaticità dei quadri che anche Guttuso aveva dedicato al mercato siciliano de la Vucciria. La composizione è ben studiata e la resa del colore è piena, vibrante.

Irene Campominosi “Ricamo di natura” olio su tela cm. 70×100

Luci e ombre sono i grandi protagonisti di questa tela, anzi, pare piuttosto una pittura fatta di ombra e luce e non di colore. Da questo vaso nasce tutto un mondo, di forme, di colori, di consistenze. La luce è uno strumento utilizzato in maniera molto intelligente: non solo illumina la composizione, ma proietta su questa superficie un mondo di ombre che rendono la tela particolarmente interessante. IL tema della mostra è stato colto in pieno dalla pittrice, che piuttosto che una natura morta ha reso la natura viva, in movimento. L’ombra è protagonista ma altrettanto instabile, sembra poter cambiare drasticamente da un momento all’altro. La composizione è essenziale ma veramente d’effetto: il fondo scuro permette al verde delle foglie di spiccare appieno anche contro la luminosità che lo circonda, in un ricamo di ombre particolarmente prezioso che sembra uscire dalla tela stessa. Anche la tavolozza di colori è essenziale non servono altri colori a questa tela, arricchita dal dettaglio della lumaca. “Festina lente”, affrettati lentamente, avrebbe esclamato l’imperatore Augusto secondo lo storico Svetonio, e questa tela sembra proprio incarnare questo insegnamento.

Irene Campominosi “Veronica” tecnica mista su tela cm. 60×70

Nuovamente, da una tavolozza essenziale emerge tutta la potenzialità di luci e ombre. Il verde, in tutte le sue declinazioni, plasma la superficie: dalla profondità più scura emerge il corpo femminile, nella sua eleganza e semplicità. La pittrice sceglie ancora una volta una composizione semplice, essenziale, quasi accademica che richiama nel mio immaginario le schiene delle donne protagoniste delle tele del francese Ingres. La tela richiama infatti la tradizione del nudo accademico, con un telo plasmato da una serie di ombre che rende la composizione più profonda e interessante.

Alessia Polli olio su tela cm 60×80 “Transizione (crepuscolo)”

Il calore della tela ci avvolge in una visione lontana. La composizione è costruita con un susseguirsi di piani orizzontali che sono interrotti dalla verticalità dell’albero che anima la superficie e la rende più interessante. La pittrice è riuscita a rendere il tepore della luce del sole, che si diffonde nella tela con pennellate morbide, atmosferiche, in cui si colori si amalgamano l’un l’altro con delicatezza. La composizione della tela mostra una buona consapevolezza compositiva e cromatica, in grado di creare anche una sensazione avvolgente nello spettatore, che si perde in questi colori viaggiando con la mente.

Martina Greco olio su tela cm. 50×70 “Riflessioni”

Dai muri scuri di un’abitazione si apre un mondo: le finestre si aprono e ci mostrano una città (forse Parigi? Gli alti comignoli me la ricordano, come anche le architetture). Le architetture ricordano la serie di Torre Eiffel di Delaunay, profondamente personale e carica di emozioni. Un personaggio si staglia sulla finestra, è vestito di nero come le pareti della casa e il suo volto è appena contornato. Vero protagonista della tela è forse questo sentimento a tratti malinconico che traspare: mentre la città va avanti l’uomo la osserva dall’alto delle sue “Riflessioni”. La composizione è ben costruita e le architetture dei palazzi sono animate da pennellate che creano in certi casi tocchi di colore grumosi e in altri donano alle nuvole una particolare densità’.

Mario Zito “La voce dell’anima” olio su tela cm. 80×54

Tra le ombre emerge “L’anima (che) non ha volto ma solo una voce”, come scrive il pittore sulla tela. Quest’anima è allora simbolicamente nuda, come la parte più intima di noi stessi. Non si mostra facilmente e cela il suo volto con una maschera di un blu petrolio che è un bel tocco cromatico tra i toni più bruni della tela. L’anima non ha occhio, come i volti delle donne di Modigliani che affermava “Dipingerò i tuoi occhi soltanto quando avrò conosciuto la tua anima”. Capiamo allora quando è difficile conoscere la propria anima. La composizione è semplice ed efficace: ci mette faccia a faccia con quest’anima ‘sconosciuta’. Le pennellate sono dense di colore: sullo sfondo animano la composizione mentre sul corpo della donna si fanno più morbide e levigate.

 Roberta Testoni “Il vuoto” olio su tela cm. 40×150

Tra chiaro e scuro, tra luce e ombra emerge il corpo protagonista della tela. Interessante anche la scelta del formato della tela, che esalta ancora di più il protagonista della composizione, questo corpo che poggia su un fuoco. Eppure il volto non appare sofferente o addolorato, quanto piuttosto rassegnato in quel “Vuoto”. Eppure questo corpo rassegnato sembra produrre una flebile luce: una speranza? La composizione è animata dalla linea del corpo, che come un’onda si estende e si muove tra i due estremi della tela. Con la pennellata la pittrice ha creato un’atmosfera diffusa, generando quella sensazione di vuoto da cui il corpo sembra affitto, tra abilità esecutiva e un potente resa emotiva.

Myriam Garavagno “Il cammino dell’Uomo” olio su tela cm. 50×70

Ombra e luce sono le due metà che la tela condivide, generando un dualismo. Tra un nero profondo e un cielo chiaro, limpido e animato da qualche nuvola si staglia la donna. A braccia aperte non sembra preferire una metà piuttosto che un’altra, ma anzi le accoglie entrambi, la luce e le tenebre. Non c’è un conflitto e un’atmosfera di serenità pervade dalla tela. In questo clima surreale, che richiama i cieli di Magritte, la donna cammina su una linea sottile che divide i due mondi. La composizione è semplice: due metà che si incontrano con una figura che fa da perno nella composizione. Semplice ma efficace. Forse ognuno di noi si è trovato una volta nella vita vicino a questa percezione. Le pennellate sono meditate: dalle morbidi nuvole ai drappi della veste della donna che formano un secondo gioco di luce ed ombra.

Cristina Sozio “Luci ed ombre” olio su tela cm. 80×80

Da un fondo nero che man mano si tinge si verde e di blu emerge protagonista la figura di un angelo. Braccia conserte. Dorme? Si riposa? La presenza del serpente ci disturba: quale sarà il suo prossimo passo? La pittrice ha dipinto un momento sospeso e tiene i nostri occhi incollati alla tela, in attesa di vedere cosa sta per succedere. L’ombra è la protagonista dello sfondo, ma la luce che la contrasta è quella interiore dell’angelo. Il gruppo donna-serpente ha un sapore biblico, ancestrale e forse il contrasto luce-ombra si consuma interamente tra loro due. La composizione è essenziale e d’effetto: nonostante non ci siano spazi esterni dipinti sullo sfondo, ne percepiamo comunque la profondità attraverso i tocchi del pennello, che danno corpo e profondità alla tela. Protagoniste della composizione sono infatti anche le pennellate: dense, corpose e a tratti più leggere e dolci, come nelle ali dell’angelo. In questa posa riflessiva sembra l’angelo stia quasi aspettando il suo momento, in un’atmosfera meditativa. Una tela magnetica.

 Paolo Delfino “L’attesa” olio su tela cm. 60×80

La tela presenta una composizione essenziale: una donna di spalle e nient’altro. Eppure non serve altro, percepiamo effettivamente la sensazione di attesa nello sguardo della donna. La scelta compositiva e cromatica ricorda le fotografie di Man Ray: in bianco e nero tutto è più nitido e chiaro. La fonte di luce dalla sinistra anima e informa lo spazio, svelando la figura della donna che si plasma tra luce e ombra in tutta la sua eleganza. Il corpo è costruito solidamente non solo nella sua figura ma anche nell’ombra proiettata sullo sfondo. Al di là dell’ambiente dipinto, il vero protagonista sembra la dimensione emotiva: l’atmosfera è carica di aspettative e ci lascia in attesa di qualcosa che potrebbe accadere.

Antonio Crivellone “Cantando sotto la pioggia” acrilico su tela cm. 35,5×50

In un vortice di grigiore, tra alberi e nuvole, emerge una donna. Il titolo recita “Cantando sotto la pioggia”. Per secoli letterati e intellettuali si sono interrogati cercando di individuare quale tra le arti, pittura, scultura, musica, architettura fosse la più completa. Se la pittura investe prevalentemente il senso della vista, può suscitare anche impressioni appartenenti ad altri sensi. E in questa composizione l’impressione del canto è percepibile: il moto delle foglie richiama visivamente una sinfonia per gli occhi. Le foglie sono le vere protagoniste della tela, che cromaticamente animano la scala di tonalità più scure che fanno da sfondo alle sfumature di rosso, arancio e giallo che in tocchi sintetici donano movimento alla composizione.

Annamaria Amoroso, “Lo specchio”

Un profilo femminile si staglia sulla tela su uno sfondo dalle sfumature violacee. Il profilo è la rappresentazione iconica dell’io: un suo riassunto essenziale. Già nell’antichità, la presentazione di una testa profilo era sintomo di potenza, e in questo stesso senso viene ripresa anche nel Rinascimento italiano. Eppure, in questa composizione non prevale una sensazione di potenza iconica, quanto piuttosto una stratificazione di sentimenti interiori: dal profilo si apre il mondo della personalità. Questa personalità sembra affacciarsi, timida, nel riflesso sulla destra: lo specchio. La composizione si concentra proprio su questo sdoppiamento. Le pennellate sono vigorose: le percepiamo sullo sfondo, e nei cappelli possiamo quasi seguire il movimento del pennello, mentre nella resa dell’incarnato sono più morbidi. La costruzione sembra quasi negare la profondità di uno spazio dipinto e proietta verso la realtà dello spettatore questo mondo denso di riflessioni e meditazioni.

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